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Lavoro &…

Il consenso erdoganiano nel buio di rabbia e dolore

  • maggio 15, 2014 2:56 pm

I salvati dalle viscere più buie di pece e fuoco, chi può respirare ma egualmente piange perché non si dà pace per i compagni sepolti in quel posto di lavoro che toglie la vita, in genere tacciono. Troppo tristi, troppo infuocato è l’animo nonostante i corpi sembrino robusti e ancora resistenti  allo scavo della silicosi. Però gli estrattori scampati dal turno maledetto non trattengono la rabbia e quel che covano da anni. Urlano, insultano i padroni della compagnìa del carbone che mascherava ispezioni e controlli. Inveiscono contro il partito del premier che gli concedeva quel lavoro. Rivelano che da Ankara…

EX-LSU SCUOLA: 13 E 14 FEBBRAIO SCIOPERO NAZIONALE

  • febbraio 12, 2014 3:48 pm

L’USB proclama il 13 e 14 febbraio lo sciopero nazionale degli ex-LSU ATA della Scuola con mobilitazioni in tutte le regioni. “Urgono provvedimenti coraggiosi da parte del Governo nazionale, che impediscano una volta per tutte il vergognoso gioco in atto sulla pelle di oltre 11.000 ex-Lsu e che mettano in campo una vera stabilizzazione per questi lavoratori”, avverte Carmela Bonvino, dell’Esecutivo Nazionale USB Lavoro Privato”. Prosegue la dirigente sindacale: “Per quando finiranno le risorse straordinarie e aggiuntive stanziate dalla finanziaria per i mesi di gennaio e febbraio, le nuove aziende aggiudicatarie della Gara Consip hanno già messo in conto forti…

Noi ci scherzavamo …

  • febbraio 11, 2014 4:06 pm

Nella nostra analisi sul riformismo di sinistra e sul mercato del lavoro, avevamo indicato come  negli anni i diritti e le conquiste della classe operaia, fossero scomparsi, avevamo parlato parafrasando lo svuotamento dei diritti alla nascita di uno STATUTO DEI LAVORI  !! Ebbene avevamo ragione, i politici si sono superati e sempre nel nome  del mercato e della flessibilità il trio Gabriele Albertini, Pier Ferdinando Casini e Maurizio Sacconi presentano un disegno di legge quale contributo dei moderati che sono parte della maggioranza di governo alla adozione di misure urgenti per il mercato del lavoro, nella prospettiva di un testo unico…

Il riformismo di”sinistra”: ecco chi ha distrutto il mercato del lavoro

  • gennaio 17, 2014 5:31 pm

2014 da piu’di un lustro stiamo assistendo all’ennesima crisi globale,le contraddizioni del sistema d’accumulazione capitalista si ripropongono ormai da un secolo e le risposte date nel corso degli anni sono sempre state le stesse,colpire e torchiare i lavoratori dipendenti,a colpi di leggi e accordi corporativisti. I politici di sinistra ed il sindacato che li avrebbero dovuti tutelare sono invece i responsabili delle condizioni devastanti nelle quali versano il mercato del lavoro e le condizioni sociali di chi deve svendere forza-lavoro. Dagli anni 60/70 periodo storico di lotte e conquiste dei lavoratori e del proletariato,si inizia a registrare nel nostro paese…

Nuovo blitz di Militant nella sede di FIM e UILM

  • novembre 13, 2012 1:30 pm

Questa mattina una ventina di precari, disoccupati e lavoratori a nero hanno accolto i continui inviti di padroni e governo ad essere meno choosy nella scelta del lavoro e si sono reinventati come interior designer della sede romana di FIM e UILM. Visto l’amore per il giallo padronale di Bonanni ed Angeletti i militanti hanno dato un tocco di colore a dei locali altrimenti cupi aggiungendo delle nuance di giallo uovo e giallo vernice e qualche tocco di rosso kaki.

 

Due suicidi:la crisi uccide ancora

  • novembre 6, 2012 1:07 pm

L’accanimento del mondo politico contro la scuola statale e in particolare contro i precari, umiliati, dopo i tagli feroci, da un concorso grottesco, e minacciati di definitivo licenziamento dall’ipotesi di aumento a 24 ore dell’orario di cattedra, avanzata nel decreto di “stabilità”, in spregio alla contrattazione democratica, ha generato un senso di avvilimento e di prostrazione cui la classe docente, offesa nelle sue prerogative e delusa nelle sue aspettative, sta reagendo con fermezza.

Purtroppo a volte la solidarietà e la consapevolezza di lottare per la salvaguardia di principi costituzionali irrinunciabili non bastano ad esorcizzare l’angoscia.
Carmine Cerbera, insegnante precario napoletano di 48 anni e padre di due figli, è tra quegli eterni supplenti mortificati ed esasperati che si sono lasciati sopraffare dallo sgomento e dal senso di impotenza che attanagliano in questo momento la Scuola, aggredita e vessata dallo sprezzante governo “tecnico” e vittima, per di più, delle speculazioni elettoralistiche di quei partiti che ne stanno ignobilmente avallando le inique deliberazioni (PD, PDL, UDC).

Questo nostro caro e sensibile collega ieri si è tolto la vita, lasciando nella costernazione i parenti e i compagni con cui lottava per il diritto ad un lavoro stabile e dignitoso. E’ stato il gesto di un uomo in preda ad una disperazione giustificabile e ben nota a chi è condannato alla precarietà, una disperazione imputabile a tutte quelle forze politiche che, sorde alla denuncia e alle richieste dei docenti, si trastullano con consultazioni stucchevoli e confronti narcisistici tra aspiranti leader del nulla, che incarnano un disperante vuoto di idee e di ideali, professando ipocritamente una finta partecipazione alla rabbia e al dolore di chi rischia l’estromissione dal mondo del lavoro dopo decenni di attesa e di formazione (mentre intanto danno il loro benestare a un piano anticrisi che stronca i precari e premia gli evasori!) e propinano ai cittadinI la stessa ricetta neoliberista che ha portato il paese sull’orlo del tracollo e che impone la fine dello stato sociale, la soppressione dei diritti, la cancellazione delle tutele conquistate con fatica e sacrificio.

La morte paradossale di Carmine, docente precarizzato di Storia dell’Arte indotto al suicidio nel paese che detiene il 70% del patrimonio artistico e archeologico mondiale, è il più eloquente segnale della decadenza civile e culturale d’Italia, ed è il contrassegno più evidente del fallimento della politica dei tagli selvaggi, che riduce drammaticamente gli orizzonti di migliaia di docenti coscienziosi e impegnati, indegnamente rappresentati e trattati, dal governo dei “professori-tecnici” e dei partiti che li sostengono, come manovalanza inutile e parassitaria.

I Precari Uniti contro i Tagli, profondamente scossi ma nient’affatto sorpresi dal gesto estremo ed emblematico del loro Collega, defunzionalizzato a partire dalla riduzione drastica delle ore destinate alle discipline che con passione insegnava, dopo essersi brillantemente laureato all’Accademia di Belle Arti, comprendono appieno, pur non potendo emotivamente ed umanamente approvarlo, il messaggio trasmesso da Carmine, che ha voluto rimarcare e additare l’interdipendenza di vita e dignità professionale, equiparando la negazione del lavoro stabile e garantito alla rapina dei presupposti essenziali del vivere stesso.

Nel nome e in memoria del Collega, ucciso dall’estenuazione, dal lento logorio mentale e coscienziale che consuma il lavoratore privo di certezze, i Precari Uniti, nel chiedere nuovamente le dimissioni del ministro Profumo e del governo tutto, dichiarano che proseguiranno con rinnovata forza la loro azione di protesta contro provvedimenti insopportabilmente punitivi e ulteriormente penalizzanti, e annunciano che porteranno in tutte le piazze il loro grido di rabbia anche per quest’assurda ed evitabile morte, rivendicando il diritto al lavoro, rimarcando la centralità dell’istruzione pubblica e riconquistando per sé e per gli studenti, tra cui ci sono anche i figli di Carmine, oggi straziati dal dolore, la speranza di un domani plausibile, in un paese finalmente “normalizzato”.

PRECARI UNITI CONTRO I TAGLI ALLA SCUOLA —
Per maggiori informazioni visita il blog: http://coordinamentoscuola3ottobre.blogspot.com

 SUICIDIO DI UN OPERAIO DELLA MAC DI BRESCIA, AZIENDA IN CRISI.

ieri, domenica 4 novembre, di Olivo, operaio di 46 anni alla , azienda in profondissima crisi nell’area dell’Iveco di Brescia.Secondo la madre e gli amici la tragica scelta è collegata anche al rischio di perdita del posto di , rischio che stanno vivendo in queste settimane i lavoratori della Mac, una novantina.

Sentiamo Silvana, cittadina di Caino, dove abitava anche Olivo. Ascolta

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da radio onda d’urto

Ilva un altro morto sul lavoro, si aggiunge al terribile bilancio delle 5 vittime di lunedi 29

  • ottobre 31, 2012 10:30 am

Un operaio di 29 anni, Claudio Marsella, è morto per un incidente sul lavoro accaduto ieri mattina nellazona Parco Ovest. L’operaio è rimasto vittima della manovra di aggancio del locomotore ai vagoni che trasportano materiali del ciclo produttivo. È morto poco dopo l’arrivo in ospedale per la gravità delle lesioni riportate. Sul corpo, però, non sono stati trovati segni visibili di schiacciamento – anche se si attende l’autopsia per avere un quadro più certo – ma solo un vistoso ematoma sul torace.
L’incidente non ha avuto testimoni: Claudio Marsella in quel momento era solo.
L’allarme l’ha lanciato il suo capo non avendo avuto risposta alle ripetute chiamate via radio.
Quando i compagni di lavoro sono giunti sul posto, hanno trovato l’operaio a terra. Il corpo non era incastrato fra motrice e vagoni. Tra l’altro l’Ilva fa presente che le manovre di aggancio sono fatte con un telecomando che dovrebbe mettere l’operatore in sicurezza. Si fa strada quindi l’ipotesi che la motrice sulla quale era Marsella possa aver avuto un movimento brusco e improvviso, tale da far perdere l’equilibrio al lavoratore oppure che l’uomo sia stato colpito da un malore. Sul posto ieri si è recato il procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio. In una nota l’Ilva afferma che «l’autorità giudiziaria sta effettuando i rilievi ed ha posto sotto sequestro l’area. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente.
L’Ilva sta fornendo e fornirà tutto l’appoggio alle autorità per far luce sulla dinamica di quanto accaduto».Appena la notizia dell’incidente si è diffusa, in tutta l’Ilva è scattato uno sciopero che si conclude oggi alle 7. La stessa azienda «ha deciso di sospendere l’attività in segno di lutto».
Un gesto apprezzato dai sindacati – anche perché è la prima volta che la società assume una decisione del genere – che però hanno rilevato che servono più investimenti in sicurezza.
Oggi in tutti gli stabilimenti dell’Ilva ci saranno 2 ore di sciopero decise da Fim, Fiom e Uilm.

Cinque vittime sul lavoro in un solo giorno. E’ il tragico bollettino di lunedi’ 29 ottobre,
giornata
costellata da incidenti mortali sul lavoro in tutta Italia.

L’ultimo episodio, battuto dalle agenzie, vede come vittima un contadino di 71 anni, travolto dal suo trattore in Alto Adige. L’incidente si è verificato nel tardo pomeriggio a Laion, vicino Chiusa . Sono intervenuti la Croce bianca e i carabinieri, ma per l’anziano agricoltore non c’era più nulla da fare.In precedenza un uomo di 64 anni, Antonio Roselli , aveva perso la vita in un incidente sul lavoro accaduto nel deposito di un’azienda edile di Corato, in provincia di Bari . Per cause in corso d’accertamento da parte dei carabinieri, riferisce l’agenzia Agi, l’operaio sarebbe caduto da un’impalcatura mobile e per lui, nonostante il tempestivo soccorso, non c’è stato nulla da fare. Accertamenti sono in corso per verificare la posizione lavorativa della vittima. Al momento non è stato reso noto il suo nome.In provincia di Lucca ha invece perso la vita un piccolo imprenditore, nel comune di Massaros, morto dopo essere precipitato da un tetto, cadendo da un’altezza di circa otto metri. L’uomo, Fabrizio Del Soldato di 41 anni, era titolare di una ditta di pannelli fotovoltaici, la Dgm, stava lavorando alla posa di pannelli sul tetto quando la copertura ha ceduto.

Maurizio Lorenzetto è invece il nome di un’altra delle vittime odierne, un operaio di 55 anni, scivolato nell’Adige ed annegato. E’ successo a Cavanella, nei pressi di Chioggia , come riferiscono le testate locali. L’uomo era dipendente della Sistemi territoriali: stava effettuando la manutenzione dell’impianto, quando ha scavalcato una recinsione e attraversato una passerella. E’ caduto nel fiume ed è deceduto poco dopo.

La quinta vittima, di 42 anni, si chiamava Stefano Mirabelli ed era co-titolare della ‘Fratelli Mirabelli’, azienda  meccanica di Ronco Scrivia, in provincia di Genova . L’uomo è morto questo pomeriggio all’interno dell’azienda, è rimasto schiacciato da un muraglione crollato per circostanze ancora da chiarire.

La RINA è complice dei 286 morti in Pakistan

  • ottobre 22, 2012 1:25 pm

 

 L’11 settembre scorso in Pakistan ,286 operai hanno trovato la morte in un incendio divampato in una fabbrica tessile, che produceva  quasi esclusivamente per il mercato europeo e statunitense. La tragedia, la piu’ grande carneficina sul lavoro in territorio pakistano dalla nascita dello Stato, è stata belllamente ignorata in italia……

 

Pomigliano, presidio permanente dei cassintegrati. In tenda davanti ai cancelli Fiat con il megafono di Oreste Scalzone e il sax di Daniele Sepe

  • ottobre 11, 2012 1:53 pm

In gemellaggio con i lavoratori di Mirafiori i Cobas hanno iniziato la loro protesta fuori dal Gianbattista Vico. L’ex rsu: “Regna un clima di paura perché Marchionne ha dato lavoro a pochi e lascia a casa tanti altri”

 

Iniziativa congiunta con gli operai di Mirafiori, una tenda montata davanti all’ingresso 2, Oreste Scalzone, ex leader di Potere operaio e il sassofonista Daniele Sepe a unirsi alla protesta. E’ questa la giornata di protesta messa in piedi dai Cobas per “rilanciare la lotta per la drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario per il diritto al reddito incondizionato e universale” e annunciare il presidio permanente davaniti lo stabilimento Gianbattista Vico di Pomigliano. Sono, infatti, strettissimi i tempi in attesa dei piani di Sergio Marchionne che dovrebbe rendere noto a fine ottobre il nuovo piano industriale accantonando il progetto della Fabbrica Italia e i timori delle tute blu sono forti. La metà dell’organico ancora non è stata richiamata alle linee di produzione. “Ancora una volta la Fiat – spiegano – usa la leva occupazionale per avere agevolazioni, incentivi pubblici, mentre gran parte della produzione e’ stata delocalizzata in altri Stati. Intanto nello stabilimento di Pomigliano continua la cassa integrazione che coinvolge circa duemila operai, e situazione simile si registra anche a Mirafiori. Adesso – concludono gli operai – bisogna dire basta a tutto questo, e cominciare a lottare per difendere il nostro lavoro”. Diversi cartelli e striscioni contro l’ad di Fiat, il governo Monti sono stati esposti davanti ai cancelli, tra questi due lenzuoli all’ingresso: Operai studenti disoccupati ricomponiamo la classe e Da Pomigliano a Mirafiori uniamo le lotte alla Fiat.

Le notti di Taranto, ottobre 2012

  • ottobre 9, 2012 1:37 pm