sfruttamento

La crisi: il vero limite della produzione capitalistica è il capitale.

  • giugno 23, 2014 11:21 pm

“Economisti domestici, riformisti, al lavoro per riprogrammare una nuova politica economica, di riforme, di struttura, strategia industriale, per eliminare gli ostacoli allo sviluppo….”  Prima di affrontare un’analisi delle leggi che stanno alla base della crisi capitalistica, siamo costretti ad aprire una parentesi “filosofica”: è necessario inanzitutto fare chiarezza sulle posizioni di “sinistra” che, in piena sintonia con i liberisti ed i loro addomesticati economisti borghesi, sostengono superato il Capitale di Marx, in quanto analisi di un “capitale” particolare ed attualmente inesistente, ovvero quello dell’ottocento. Il portato reazionario di questa tesi balza immediatamente agli occhi, quindi che la borghesia si affanni…

” L’ invasione dei poveri “

  • giugno 19, 2014 1:52 pm

Il testo che segue è stato scritto da un gruppo di compagni che si sono incontrati su Twitter e hanno creato  un comitato di scrittura collettiva comunista ✮☭ C.S.C.C. ☭✮ 2014 : il diritto di libera circolazione nel mondo è consentito solo alle merci e agli eserciti: chi fugge da miseria e guerre non ha diritto di superare le frontiere.Cosicchè la deliberata volontà dei governi di non voler gestire le problematiche dell‘immigrazione produce una situazione sociale imperniata di degrado ed ingiustizia, nella quale trovano facile strada populismo spicciolo e schiavismo. Milioni di uomini e donne, bambini e anziani, di ogni…

Il consenso erdoganiano nel buio di rabbia e dolore

  • maggio 15, 2014 2:56 pm

I salvati dalle viscere più buie di pece e fuoco, chi può respirare ma egualmente piange perché non si dà pace per i compagni sepolti in quel posto di lavoro che toglie la vita, in genere tacciono. Troppo tristi, troppo infuocato è l’animo nonostante i corpi sembrino robusti e ancora resistenti  allo scavo della silicosi. Però gli estrattori scampati dal turno maledetto non trattengono la rabbia e quel che covano da anni. Urlano, insultano i padroni della compagnìa del carbone che mascherava ispezioni e controlli. Inveiscono contro il partito del premier che gli concedeva quel lavoro. Rivelano che da Ankara…

Uruguay disposto a ricevere bambini siriani come rifugiati

  • maggio 9, 2014 11:13 am

da Prensa Latina traduzione di Ida Garberi Il presidente uruguaiano, Josè Mujica, avrebbe comunicato al segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, la sua proposta di ricevere in Uruguay circa 50 bambini siriani come rifugiati. Il settimanale “Busqueda” ha citato oggi fonti ufficiali ed alcuni partecipanti nei preparativi, che riportano che Mujica ha inviato una lettera su questo tema al capo delle Nazioni Unite. Se l’ONU accede al sollecito, Mujica pensa di sollecitare un aeroplano alla presidentessa del Brasile, Dilma Rouseff, per portare i bambini in Uruguay dal loro rifugio in Giordania, ha aggiunto il settimanale.Sostiene, inoltre, che l’idea è alloggiarli nelle…

Nuovo blitz di Militant nella sede di FIM e UILM

  • novembre 13, 2012 1:30 pm

Questa mattina una ventina di precari, disoccupati e lavoratori a nero hanno accolto i continui inviti di padroni e governo ad essere meno choosy nella scelta del lavoro e si sono reinventati come interior designer della sede romana di FIM e UILM. Visto l’amore per il giallo padronale di Bonanni ed Angeletti i militanti hanno dato un tocco di colore a dei locali altrimenti cupi aggiungendo delle nuance di giallo uovo e giallo vernice e qualche tocco di rosso kaki.

 

Due suicidi:la crisi uccide ancora

  • novembre 6, 2012 1:07 pm

L’accanimento del mondo politico contro la scuola statale e in particolare contro i precari, umiliati, dopo i tagli feroci, da un concorso grottesco, e minacciati di definitivo licenziamento dall’ipotesi di aumento a 24 ore dell’orario di cattedra, avanzata nel decreto di “stabilità”, in spregio alla contrattazione democratica, ha generato un senso di avvilimento e di prostrazione cui la classe docente, offesa nelle sue prerogative e delusa nelle sue aspettative, sta reagendo con fermezza.

Purtroppo a volte la solidarietà e la consapevolezza di lottare per la salvaguardia di principi costituzionali irrinunciabili non bastano ad esorcizzare l’angoscia.
Carmine Cerbera, insegnante precario napoletano di 48 anni e padre di due figli, è tra quegli eterni supplenti mortificati ed esasperati che si sono lasciati sopraffare dallo sgomento e dal senso di impotenza che attanagliano in questo momento la Scuola, aggredita e vessata dallo sprezzante governo “tecnico” e vittima, per di più, delle speculazioni elettoralistiche di quei partiti che ne stanno ignobilmente avallando le inique deliberazioni (PD, PDL, UDC).

Questo nostro caro e sensibile collega ieri si è tolto la vita, lasciando nella costernazione i parenti e i compagni con cui lottava per il diritto ad un lavoro stabile e dignitoso. E’ stato il gesto di un uomo in preda ad una disperazione giustificabile e ben nota a chi è condannato alla precarietà, una disperazione imputabile a tutte quelle forze politiche che, sorde alla denuncia e alle richieste dei docenti, si trastullano con consultazioni stucchevoli e confronti narcisistici tra aspiranti leader del nulla, che incarnano un disperante vuoto di idee e di ideali, professando ipocritamente una finta partecipazione alla rabbia e al dolore di chi rischia l’estromissione dal mondo del lavoro dopo decenni di attesa e di formazione (mentre intanto danno il loro benestare a un piano anticrisi che stronca i precari e premia gli evasori!) e propinano ai cittadinI la stessa ricetta neoliberista che ha portato il paese sull’orlo del tracollo e che impone la fine dello stato sociale, la soppressione dei diritti, la cancellazione delle tutele conquistate con fatica e sacrificio.

La morte paradossale di Carmine, docente precarizzato di Storia dell’Arte indotto al suicidio nel paese che detiene il 70% del patrimonio artistico e archeologico mondiale, è il più eloquente segnale della decadenza civile e culturale d’Italia, ed è il contrassegno più evidente del fallimento della politica dei tagli selvaggi, che riduce drammaticamente gli orizzonti di migliaia di docenti coscienziosi e impegnati, indegnamente rappresentati e trattati, dal governo dei “professori-tecnici” e dei partiti che li sostengono, come manovalanza inutile e parassitaria.

I Precari Uniti contro i Tagli, profondamente scossi ma nient’affatto sorpresi dal gesto estremo ed emblematico del loro Collega, defunzionalizzato a partire dalla riduzione drastica delle ore destinate alle discipline che con passione insegnava, dopo essersi brillantemente laureato all’Accademia di Belle Arti, comprendono appieno, pur non potendo emotivamente ed umanamente approvarlo, il messaggio trasmesso da Carmine, che ha voluto rimarcare e additare l’interdipendenza di vita e dignità professionale, equiparando la negazione del lavoro stabile e garantito alla rapina dei presupposti essenziali del vivere stesso.

Nel nome e in memoria del Collega, ucciso dall’estenuazione, dal lento logorio mentale e coscienziale che consuma il lavoratore privo di certezze, i Precari Uniti, nel chiedere nuovamente le dimissioni del ministro Profumo e del governo tutto, dichiarano che proseguiranno con rinnovata forza la loro azione di protesta contro provvedimenti insopportabilmente punitivi e ulteriormente penalizzanti, e annunciano che porteranno in tutte le piazze il loro grido di rabbia anche per quest’assurda ed evitabile morte, rivendicando il diritto al lavoro, rimarcando la centralità dell’istruzione pubblica e riconquistando per sé e per gli studenti, tra cui ci sono anche i figli di Carmine, oggi straziati dal dolore, la speranza di un domani plausibile, in un paese finalmente “normalizzato”.

PRECARI UNITI CONTRO I TAGLI ALLA SCUOLA —
Per maggiori informazioni visita il blog: http://coordinamentoscuola3ottobre.blogspot.com

 SUICIDIO DI UN OPERAIO DELLA MAC DI BRESCIA, AZIENDA IN CRISI.

ieri, domenica 4 novembre, di Olivo, operaio di 46 anni alla , azienda in profondissima crisi nell’area dell’Iveco di Brescia.Secondo la madre e gli amici la tragica scelta è collegata anche al rischio di perdita del posto di , rischio che stanno vivendo in queste settimane i lavoratori della Mac, una novantina.

Sentiamo Silvana, cittadina di Caino, dove abitava anche Olivo. Ascolta

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da radio onda d’urto

Ilva un altro morto sul lavoro, si aggiunge al terribile bilancio delle 5 vittime di lunedi 29

  • ottobre 31, 2012 10:30 am

Un operaio di 29 anni, Claudio Marsella, è morto per un incidente sul lavoro accaduto ieri mattina nellazona Parco Ovest. L’operaio è rimasto vittima della manovra di aggancio del locomotore ai vagoni che trasportano materiali del ciclo produttivo. È morto poco dopo l’arrivo in ospedale per la gravità delle lesioni riportate. Sul corpo, però, non sono stati trovati segni visibili di schiacciamento – anche se si attende l’autopsia per avere un quadro più certo – ma solo un vistoso ematoma sul torace.
L’incidente non ha avuto testimoni: Claudio Marsella in quel momento era solo.
L’allarme l’ha lanciato il suo capo non avendo avuto risposta alle ripetute chiamate via radio.
Quando i compagni di lavoro sono giunti sul posto, hanno trovato l’operaio a terra. Il corpo non era incastrato fra motrice e vagoni. Tra l’altro l’Ilva fa presente che le manovre di aggancio sono fatte con un telecomando che dovrebbe mettere l’operatore in sicurezza. Si fa strada quindi l’ipotesi che la motrice sulla quale era Marsella possa aver avuto un movimento brusco e improvviso, tale da far perdere l’equilibrio al lavoratore oppure che l’uomo sia stato colpito da un malore. Sul posto ieri si è recato il procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio. In una nota l’Ilva afferma che «l’autorità giudiziaria sta effettuando i rilievi ed ha posto sotto sequestro l’area. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente.
L’Ilva sta fornendo e fornirà tutto l’appoggio alle autorità per far luce sulla dinamica di quanto accaduto».Appena la notizia dell’incidente si è diffusa, in tutta l’Ilva è scattato uno sciopero che si conclude oggi alle 7. La stessa azienda «ha deciso di sospendere l’attività in segno di lutto».
Un gesto apprezzato dai sindacati – anche perché è la prima volta che la società assume una decisione del genere – che però hanno rilevato che servono più investimenti in sicurezza.
Oggi in tutti gli stabilimenti dell’Ilva ci saranno 2 ore di sciopero decise da Fim, Fiom e Uilm.

Cinque vittime sul lavoro in un solo giorno. E’ il tragico bollettino di lunedi’ 29 ottobre,
giornata
costellata da incidenti mortali sul lavoro in tutta Italia.

L’ultimo episodio, battuto dalle agenzie, vede come vittima un contadino di 71 anni, travolto dal suo trattore in Alto Adige. L’incidente si è verificato nel tardo pomeriggio a Laion, vicino Chiusa . Sono intervenuti la Croce bianca e i carabinieri, ma per l’anziano agricoltore non c’era più nulla da fare.In precedenza un uomo di 64 anni, Antonio Roselli , aveva perso la vita in un incidente sul lavoro accaduto nel deposito di un’azienda edile di Corato, in provincia di Bari . Per cause in corso d’accertamento da parte dei carabinieri, riferisce l’agenzia Agi, l’operaio sarebbe caduto da un’impalcatura mobile e per lui, nonostante il tempestivo soccorso, non c’è stato nulla da fare. Accertamenti sono in corso per verificare la posizione lavorativa della vittima. Al momento non è stato reso noto il suo nome.In provincia di Lucca ha invece perso la vita un piccolo imprenditore, nel comune di Massaros, morto dopo essere precipitato da un tetto, cadendo da un’altezza di circa otto metri. L’uomo, Fabrizio Del Soldato di 41 anni, era titolare di una ditta di pannelli fotovoltaici, la Dgm, stava lavorando alla posa di pannelli sul tetto quando la copertura ha ceduto.

Maurizio Lorenzetto è invece il nome di un’altra delle vittime odierne, un operaio di 55 anni, scivolato nell’Adige ed annegato. E’ successo a Cavanella, nei pressi di Chioggia , come riferiscono le testate locali. L’uomo era dipendente della Sistemi territoriali: stava effettuando la manutenzione dell’impianto, quando ha scavalcato una recinsione e attraversato una passerella. E’ caduto nel fiume ed è deceduto poco dopo.

La quinta vittima, di 42 anni, si chiamava Stefano Mirabelli ed era co-titolare della ‘Fratelli Mirabelli’, azienda  meccanica di Ronco Scrivia, in provincia di Genova . L’uomo è morto questo pomeriggio all’interno dell’azienda, è rimasto schiacciato da un muraglione crollato per circostanze ancora da chiarire.

La RINA è complice dei 286 morti in Pakistan

  • ottobre 22, 2012 10:49 am

L’11 settembre scorso in Pakistan ,286 operai hanno trovato la morte in un incendio divampato in una fabbrica tessile, che produceva  quasi esclusivamente per il mercato europeo e statunitense. La tragedia, la piu’ grande carneficina sul lavoro in territorio pakistano dalla nascita dello Stato, è stata belllamente ignorata in italia……