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La crisi: il vero limite della produzione capitalistica è il capitale.

  • giugno 23, 2014 11:21 pm

“Economisti domestici, riformisti, al lavoro per riprogrammare una nuova politica economica, di riforme, di struttura, strategia industriale, per eliminare gli ostacoli allo sviluppo….”  Prima di affrontare un’analisi delle leggi che stanno alla base della crisi capitalistica, siamo costretti ad aprire una parentesi “filosofica”: è necessario inanzitutto fare chiarezza sulle posizioni di “sinistra” che, in piena sintonia con i liberisti ed i loro addomesticati economisti borghesi, sostengono superato il Capitale di Marx, in quanto analisi di un “capitale” particolare ed attualmente inesistente, ovvero quello dell’ottocento. Il portato reazionario di questa tesi balza immediatamente agli occhi, quindi che la borghesia si affanni…

Profezie…

  • marzo 11, 2014 11:04 am

del Gruppo di studio Resistenze Metropolitane L’ape e il comunista, pubblicato dalla rivista Corrispondenza Internazionale nel 1980, rappresenta il punto di approdo dell’analisi brigatista a nove anni dalla nascita dell’organizzazione. Scritto tra il 1979 e il 1980 dai militanti prigionieri reclusi nelle neonate carceri speciali in regime di articolo 90 (1), il testo appare come il tentativo di sintetizzare le conquiste teoriche e pratiche di un’organizzazione passata, in pochi anni, dagli incendi delle autovetture di qualche capetto inviso agli operai, al rapimento del presidente della Democrazia Cristiana. Molti sostengono che, in realtà, ne L’ape e il comunista di attuale vi…

Le privatizzazioni non sono la soluzione ma il problema

  • febbraio 17, 2014 6:31 pm

Premessa Dismissione del pubblico e azzeramento del controllo popolare La nostra città, così come molte altre realtà urbane del paese, ha subito le conseguenze, in termini di peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, di un lungo processo di privatizzazioni e liberalizzazioni. Questo processo ha portato l’ente pubblico a rinunciare alla sua funzione di erogatore di servizi per trasformarsi progressivamente nel gestore di un “quasi mercato” che risponde esclusivamente a logiche di profitto, da un lato, e a logiche di riduzione dei fondi pubblici dall’altro. Il risultato è che il controllo popolare sui servizi essenziali sia stato completamente azzerato.…

Di: Franco Piperno

  • febbraio 4, 2014 2:34 pm

Non chiederti : posso “io” salvarmi dalla crisi; piuttosto poniti la domanda : possiamo “noi”usare la crisi a nostro vantaggio, come il tempo giusto, l’occasione che ritorna.” A.Blanqui. L’orizzonte che la crisi in corso va via via delineando è destinato a durare nel breve e nel medio periodo. In Occidente, la tecno-scienza, la sistematica applicazione della scienza alla produzione, è in grado sì di assicurare la ripresa della crescita economica ma senza un corrispondente aumento del lavoro salariato. Nel breve periodo,poi,si stima addirittura che per ogni posto di lavoro creato dallo sviluppo dell’automazione vi saranno cinque salariati licenziati nei settori…

21 gennaio 1921: NASCE IL PARTITO COMUNISTA D’ITALIA

  • gennaio 21, 2014 12:20 pm

IL PARTITO COMUNISTA [di Antonio Gramsci]   PARTE PRIMA Dopo il Sorel è divenuto luogo comune riferirsi alle primitive comunità cristiane per giudicare il movimento proletario moderno. Occorre subito dire che il Sorel non è in modo alcuno responsabile della grettezza e della rozzezza spirituale dei suoi ammiratori italiani, come Carlo Marx non è  responsabile  delle assurde pretese ideologiche dei “marxisti”. Sorel è, nel campo della ricerca storica, un “inventore”, egli non può essere imitato, egli non pone al servizio dei suoi aspiranti discepoli un metodo che possa sempre e da tutti applicarsi meccanicamente con risultati di scoperte intelligenti. Per…

Il riformismo di”sinistra”: ecco chi ha distrutto il mercato del lavoro

  • gennaio 17, 2014 5:31 pm

2014 da piu’di un lustro stiamo assistendo all’ennesima crisi globale,le contraddizioni del sistema d’accumulazione capitalista si ripropongono ormai da un secolo e le risposte date nel corso degli anni sono sempre state le stesse,colpire e torchiare i lavoratori dipendenti,a colpi di leggi e accordi corporativisti. I politici di sinistra ed il sindacato che li avrebbero dovuti tutelare sono invece i responsabili delle condizioni devastanti nelle quali versano il mercato del lavoro e le condizioni sociali di chi deve svendere forza-lavoro. Dagli anni 60/70 periodo storico di lotte e conquiste dei lavoratori e del proletariato,si inizia a registrare nel nostro paese…

Il messaggio di fine anno del (n)pci

  • gennaio 5, 2013 4:02 pm

 

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Che il nuovo anno sia un anno di vittorie!

In definitiva dipende da noi!

Elevando la propria coscienza e sviluppando la propria organizzazione le masse popolari possono creare un nuovo mondo!La borghesia e il clero non sono forti per loro natura: loro non hanno più niente da dare! La loro forza consiste solo nella nostra arretratezza e disorganizzazione! Sta a noi porvi fine!

Imporre alle autorità e alle banche l’attuazione della parola d’ordine “un lavoro utile e dignitoso per tutti”!

Attuare sistematicamente a partire dalle condizioni attuali e basandosi sulle nostre forze la parola d’ordine “un lavoro utile e dignitoso per tutti” e avanzare nella guerra contro la Repubblica Pontificia fino a imporre il Governo di Blocco Popolare e instaurare il socialismo!La Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti americani, europei e sionisti paese per paese sta strozzando le masse popolari con il suo sistema finanziario. Cerca di farlo con meno rumore possibile. Noi al contrario dobbiamo accendere in ogni paese la guerra popolare contro quella Comunità Internazionale e i suoi soci, complici e manutengoli locali. Dobbiamo portare la guerra sul loro terreno. Dobbiamo approfittare del loro sistema finanziario e bancario, usarlo a nostro favore. Con le buone o con le cattive dobbiamo costringere le agenzie bancarie a fare i crediti necessari a mantenere in attività le aziende e a crearne di nuove. Con le buone o con le cattive dobbiamo costringere le autorità locali a collaborare a realizzare la parola d’ordine “un lavoro utile e dignitoso per tutti” e a salvaguardare l’ambiente, il territorio e le condizioni di una vita civile per le masse popolari. Dobbiamo fare di ogni lotta particolare una scuola di comunismo fino a instaurare il socialismo!

 

La via che noi indichiamo è difficile, ma realistica: è l’unica via possibile!

 

Perfino uno spregiudicato esponente della borghesia imperialista italiana, Duccio Valori, direttore centrale dell’IRI prima che Romano Prodi [il predecessore di Monti e Bersani, solo che Prodi è affiliato all’Università Cattolica del Sacro Cuore quanto Monti lo è alla Bocconi dell’Assolombarda] la spezzettasse e vendesse (svendesse), ha più volte spiegato che se l’azienda capitalista XY produce qualcosa che alle condizioni date le costa 100 produrlo ma che alle condizioni date l’azienda XY riesce a vendere solo a 80, conviene alla Società Italia metterci i 20 che mancano, piuttosto che spendere 30 in ammortizzatori sociali per mantenere a fare una vita miserabile gli operai addetti (direttamente o nell’indotto) alle lavorazioni dell’azienda capitalista XY.

Ha ragione Duccio Valori?

No e si!

– No! Per molte buone ragioni di cui ne ricordiamo solo due:

1. niente se non la guerra permanente impedirebbe che prima o poi tutte le società borghesi del mondo o anche solo alcune facessero come la Società Italia; la sua azienda capitalista XY ben presto riuscirebbe a vendere il suo prodotto solo a prezzo 70, 60 e via decrescendo (e la deflazione generale sconvolgerebbe il sistema imperialista mondiale da un altro lato) – e questo basta a spiegare perché le ragioni di Duccio Valori hanno ceduto alle ragioni di Romano Prodi che erano anche quelle di Margaret Thatcher, di Ronald Reagan, di Tony Blair e oggi sono quelle di Bersani, di Monti-Napolitano e di Berlusconi;

2. perché con le semplici e sciocche buone ragioni del geniale borghese Duccio Valori la specie umana sta ottusamente “tagliando il ramo su cui è posata”, distruggendo la Terra in cui per millenni si è sviluppata più o meno felicemente ma con un risultato che tutti possono ammirare comparando ciò che oggi sa fare con quello che sapeva fare anche solo 10 mila anni fa, per non parlare di 100 mila anni fa. Le ragioni dell’ecologia non solo un optional! Sono una scienza agli albori  che la società comunista può affinare applicandola e che applicherà benché neanche i Duccio Valori ne tengano conto.

– Sì! Per molte buone ragioni. In sintesi: gettare ai margini della società a vivere di ammortizzatori sociali gli uomini e le donne che dall’azienda capitalista XY dipendono direttamente o indirettamente (esiste nella società borghese una legge, il moltiplicatore del reddito, per cui un reddito di 5 produce come indotto un reddito di 10 e viceversa la soppressione di un reddito di 5), costringe la Società Italia a dipendere ancora più dalla criminalità organizzata, da quanto di più arretrato e primitivo essa ha in sé, dalla Corte Pontificia che della criminalità organizzata è il baluardo principale e dalla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti e dei loro emuli e concorrenti di altri paesi e confessioni che riunisce gli esponenti della criminalità mondiale che tormentano l’umanità con le loro esibizioni, i loro lussi, i loro vizi, le loro tradizioni, le loro manie criminali.

 

Allora cosa fare?

I fondatori del movimento comunista, Marx ed Engels, hanno con dovizia di argomenti attinti alla storia e alla sociologia indicato poco più di 150 anni fa la strada che l’umanità ha davanti per uscire dal dilemma Duccio Valori: sostituire l’azienda capitalista che produce beni e servizi con agenzie pubbliche, create e governate democraticamente dagli uomini e donne associati, che producono beni e servizi della quantità e qualità dagli stessi decisi. Essi hanno chiamato comunismo la civiltà costruita sulla piena realizzazione di questa base e hanno chiamato socialismo la fase di transizione dalla società attuale al comunismo. La specie umana ha i mezzi per prendere in mano e gestire collettivamente la produzione e la riproduzione delle condizioni della propria esistenza e per dare il via a un nuovo corso della propria esistenza in cui tutti i suoi esponenti, uomini e donne, dedicheranno una parte infima del loro tempo e della loro energia alla produzione di quanto necessario per soddisfare al livello più alto di civiltà i bisogni strettamente animali di tutti (mangiare, bere, ripararsi dalle intemperie, curare la propria igiene personale e sociale, fisica e mentale) e si dedicheranno tutti alle attività specificamente umane da cui le classi dominanti da quando si sono costituite hanno sistematicamente in ogni paese ed epoca escluso la massa degli uomini e delle donne.

Nei poco più di 150 anni trascorsi, milioni di operai e altri lavoratori in tutto il mondo hanno compreso e fatto proprio il messaggio dei comunisti. Nel Novecento il movimento comunista ha scosso le catene capitaliste che tormentano il mondo e ha impedito che lo strozzassero. Non è però riuscito ad eliminarle. Anzi è stato sconfitto dai caporioni del capitalismo: Churchill, Roosevelt, Pio XII (Papa Pacelli) e tutti gli altri “grandi uomini” della borghesia e del clero del cristianesimo europeo con cui la borghesia ha composto il disaccordo d’un tempo. Essi si sono avvalsi di Hitler e Mussolini e degli altri esponenti della criminalità fascista come loro manutengoli e di Kruscev e degli altri esponenti del revisionismo come portavoce delle loro ragioni all’interno dello stesso movimento comunista. Questo infatti non nasce perfetto come nell’antica mitologia greca Minerva nasceva perfetta dal cervello di Giove. Si fa strada e cresce liberandosi dalle arretratezze in cui la borghesia ha continuato a confinare le masse sfruttate dei paesi imperialisti e dei paesi oppressi.

Perché è stato sconfitto il movimento comunista che nel Novecento a partire dalla Rivoluzione Russa del 1917 aveva mobilitato e suscitato le speranze e l’energia creatrice delle masse oppresse e sfruttate di tutto il mondo e scosso le catene dell’imperialismo mondiale?

È stato sconfitto proprio e solo per i suoi errori che non è riuscito a correggere in tempo utile e per i suoi limiti di comprensione delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta delle classi e dei popoli oppressi che non è riuscito a superare in tempo utile. Perché il movimento comunista è un movimento guidato dalla concezione comunista del mondo, ma avanza, si forma e si fa strada “provando e riprovando”, imparando dalla sua esperienza, correggendo i propri errori e superando i propri limiti. Il nuovo Partito comunista italiano ha individuato gli errori e i limiti del glorioso movimento comunista che ci ha preceduto e li ha sinteticamente esposti nel suo Manifesto Programma (2008). In questo ha anche sommariamente indicato la strada che sta seguendo.

 

Quanto a fondo andremo nel pantano in cui la comunità dei gruppi imperialisti americani, europei e sionisti con il suo clero che fa capo alla Corte Pontificia hanno di nuovo immerso l’umanità? Quando supereremo la confusione e la demoralizzazione che la sconfitta ha prodotto nelle file delle masse popolari?

Noi all’inizio di questo nuovo anno non siamo in grado di dirlo. Ma siamo in grado di indicare e abbiamo indicato la strada con cui ne usciremo. Per quanto riguarda le masse popolari italiane, ne usciremo e daremo il nostro contributo affinché tutta l’umanità ne esca, tramite la Guerra Popolare Rivoluzionaria che le masse popolari conducono e con crescente energia e su un fronte via via più vasto condurranno nel nostro paese contro la Repubblica Pontificia e che il nuovo Partito comunista italiano promuove.

Su questa strada avanzeremo anche nel nuovo anno, con fermezza e con onore, con amore per le classi e i popoli oppressi di tutto il mondo e senza pietà verso gli oppressori!

 

È difficile seguire la strada che noi indichiamo?

Certamente è difficile, richiede grande tensione dell’intelligenza e della volontà, grandi sentimenti e grande volontà di vincere a ogni costo; a ognuno di noi comunisti richiede di essere individualmente disposti a sacrificare anche quanto ci è caro e la nostra vita. La strada che noi indichiamo richiede una grande tensione delle forze, è difficile ma è possibile e non ce n’è una più facile. La rivoluzione socialista è possibile, ma non è un pranzo di gala o una conferenza. Quelli che si sono illusi di cambiare il sistema dall’interno, che si sono candidati e si candidano a governare la Repubblica Pontificia lo hanno sperimentato e lo sperimentano anche in queste settimane. La Repubblica Pontificia non si cambia:  bisogna abbatterla!

 

Che tutti gli individui e i gruppi che hanno già prestigio e seguito tra le masse popolari del nostro paese costituiscano il Comitato di Salvezza Nazionale per sollevare nuove forze e condurre senza tregua a fondo la guerra contro la Repubblica Pontificia che distrugge, devasta e ammorba il nostro paese!

Moltiplichiamo Organizzazioni Operaie in ogni azienda, che estendano la loro azione anche all’esterno delle aziende, forti del prestigio e del ruolo sociale della classe operaia!

Moltiplichiamo in ogni zona d’abitazione e località e su ogni tema di lotta Organizzazioni Popolari, che elaborino progetti adeguati alle esigenze delle masse popolari e prendano l’iniziativa per realizzarli e imporli a chi si oppone!

Che le OO e OP a coronamento e potenziamento della loro opera costituiscano il loro governo d’emergenza, il Governo di Blocco Popolare che operi secondo il programma delle Sei Misure Generali!

Per guidare questa grande impresa, costituiamo in ogni azienda, in ogni località, clandestinamente Comitati di Partito: la grande impresa è possibile, ma deve essere guidata con scienza e coscienza e il CdP è in ogni azienda e in ogni località lo Stato Maggiore della GPR contro la Repubblica Pontificia, le sue autorità e le sue istituzioni!

Un saluto ai comunisti, ai rivoluzionari e ai combattenti che sotto ogni cielo in ogni angolo del mondo lottano contro il sistema imperialista: essi aprono all’umanità la via del futuro!

Avanti con forza e con coraggio, con la determinazione dei combattenti dell’Armata Rossa e delle Brigate Garibaldine che hanno sconfitto le armate di Hitler e di Mussolini!

La borghesia imperialista e il clero non hanno futuro!

La Repubblica Pontificia non ha futuro!

La lotta sarà dura, ma la vittoria sarà nostra!

 http://www.nuovopci.it/

Garanzie a 5 stelle

  • novembre 12, 2012 12:08 pm

Per un movimento che sta raccogliendo un largo consenso popolare per il modo rivoluzionario con cui si presenta, forse il “leader-non leader” comico genovese, dovrebbe far sapere agli italiani quando questa macchietta del non statuto finirà o se davvero questo rappresenta la loro idea di”democrazia interna”e rappresentanza.
E’palese che Beppe Grillo è il padre-padrone del movimento e lo rivendica nei post sul blog,dal quale lancia editti di ogni sorta,dal divieto di partecipazione-apparizione in tivu dei suoi portavoce ,ad attacchi ai giornalisti/conduttori di talk show…peccato che da vecchia volpe conosce i media e sa usarli in modo da essere inseguito dalle telecamere, la nuotata nello stretto è l’inoppugnabile prova del suo attivismo nella societa’ dello spettacolo, quella che da una parte ripudia e dall’altra usa in maniera indiscutibilmente funzionale ai suoi fini.

                                                                                                    NON  STATUTO

ARTICOLO 1 – NATURA E SEDE
Il “MoVimento 5 Stelle” è una “non Associazione”. Rappresenta una piattaforma ed un veicolo di confronto e di consultazione che trae origine e trova il suo epicentro nel blog www.beppegrillo.it.
La “Sede” del “MoVimento 5 Stelle” coincide con l’indirizzo web www.beppegrillo.it.
I contatti con il MoVimento sono assicurati esclusivamente attraverso posta elettronica all’indirizzo MoVimento5stelle@beppegrillo.it.

ARTICOLO 3 – CONTRASSEGNO
Il nome del MoVimento 5 Stelle viene abbinato a un contrassegno registrato a nome di Beppe Grillo, unico titolare dei diritti d’uso dello stesso.

Terremoto nel mercato mondiale

  • ottobre 16, 2012 10:07 am

Nel 2008, a seguito della crisi economica mondiale scatenata dall’implosione dei cosiddetti mutui “subprime” negli Stati Uniti, esce, a cura di Norbert Trenkle del gruppo Krisis, il testo “Weltmartkbeben” (Terremoto nel mercato mondiale), qui tradotto.
Il testo assume un’importanza particolare, nella misura in cui riassume le posizioni che questo gruppo porta avanti da anni e che in qualche modo hanno largamente anticipato la crisi e le sue ragioni. Esso prova a dare una lettura “inattuale” e fuori dal coro della crisi economica in corso,
lettura che può aiutare ad impostare correttamente il problema e a cercare soluzioni più radicali e capaci di intaccarne i meccanismi di fondo.

Per un aiuto alla lettura, sinteticamente ecco i punti “forti” del testo:
la crisi economica mondiale era in corso da lungo tempo e la sua esplosione entro unperiodo più o meno breve era ampiamente prevedibile le cause di questa esplosione non sono da ricercarsi nella malvagità di un numero comunque limitato di avidi speculatori dediti alla finanza più cinica e spietata, ma nel meccanismo di fondo della riproduzione capitalistica stessa. La “rivoluzione microelettronica”, ovvero il passaggio da una produzione seriale meccanica fondata sul lavoro vivo ad una fondata sulla tecnologia microelettronica, ha destrutturato gli apparati produttivi, aumentando in modo esponenziale la produttività del lavoro e al tempo stesso espellendo lavoro vivo. Questo ha determinato un afflusso enorme di merci sul mercato che restano per lo più invendute, interrompendo quindi la loro necessaria valorizzazione, ovvero l’indispensabile trasformazione in valore monetario, e insieme minato la base stessa della creazione di  valore, cioè il lavoro vivo ora espulso dai cicli produttivi, quindi neanche più in grado, come lo voleva per esempio il sistema di regolazione fordista, di concretizzare il ciclo della valorizzazione acquistando la merce prodotta.

La seconda crisi generale del capitalismo di estrema attualità

  • ottobre 15, 2012 12:05 pm

Nei trenta anni (1945-1975) trascorsi dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale la borghesia imperialista ha di nuovo esaurito i margini di accumulazione che si era creata con gli sconvolgimenti e le distruzioni delle due guerre mondiali. Dagli anni settanta il mondocapitalista è entrato in una nuova crisi generale per sovrapproduzione assoluta di capitale.(*) L’accumulazione del capitale non può più prose guire nell’ambito degli ordinamenti interni e internazionali esistenti.

Di conseguenza il processo di produzione e riproduzione delle condizioni materiali dell’esistenza dell’intera società è sconvolto ora in un punto ora in un altro in misura via via più profonda e sempre più diffusamente. Apparentemente i capitalisti sono alle prese ora con l’inflazione e la stagnazione, ora con l’oscillazione violenta dei cambi tra le monete; qui con l’ingigantirsi dei debiti pubblici, là con la difficoltà di trovare mercati per le merci prodotte; un momento con la crisi e il boom delle Borse e un altro momento con 1a sofferenza dei debiti esteri e la disoccupazione di massa.