“Mare Nostrum ” ovvero il naufragio annunciato.

  • luglio 2, 2014 2:26 pm

strage

Di Franco Piperno :

Quando l’angoscia pubblica, per pericoli inesistenti, provoca di per se stessa sofferenza e morte.

La gestione dell’onda migratoria, dalle coste del NordAfrica verso l’Italia meridionale, da parte del governo italiano, ha degli aspetti propriamente esilaranti– non fosse per le migliaia di cadaveri d’annegati che giacciono non riconosciuti in fondo al mare.

Vediamo le cose più da vicino.
Mare Nostrum si chiama il tentativo di edificare nel Canale di Sicilia una sorta di “Murus Noster” per impedire o almeno disciplinare il flusso migratorio in arrivo dall’Africa settentrionale.

Fin qui niente di nuovo. La politica del rigetto dell’altro è una pratica diffusa– si pensi al lungo muro costruito dal governo americano al confine con il Messico, o anche a quello, più corto ma non meno lacerante,che separa Israele dai Territori palestinesi.
La singolarità tutta italiana sta in quella postura donchisciottesca– icasticamente rappresentata dalla faccia di Angelino ma ancor meglio di Matteo–per la quale, con una alzata d’ingegno, il muro lo si erige al largo, in mare aperto, utilizzando la marina militare.

Messe a parte le considerazioni umanitarie, fatto è che la cosa non ha funzionato; il flusso migratorio è considerevolmente cresciuto, mentre il costo finanziario del dispositivo “Mare Nostrum” ha raggiunto valori insostenibili.
Avviene così che recuperare un migrante naufragato costa in media attorno a 3.000 euro mentre l’esborso totale mensile — indennità di rischio ai militari, combustibile etc– supera abbondantemente i nove milioni. A questa cifra va aggiunta quella pagata dai migranti agli scafisti per la traversata in mare, cifra valutata in media attorno a 2.000 euro a testa.

Tutto questo va confrontato con la possibilità di una altra gestione dell’ondata migratoria, incentrata su una intelligente e generosa politica di immigrazione legale; una sorta di “spending review” che permetta a buona parte dei migranti l’ingresso legale nel nostro paese– così lo stato risparmia annualmente decine e decine di milioni di euro; mentre il costo a carico del migrante è presto fatto: un visto d’ingresso,rilasciato da un consolato italiano–una decina di euro; un biglietto aereo per un viaggio sicuro dalle coste africane ad una città italiana, poche centinaia di euro.

La situazione oltre ad essere tragica è divenuta anche grottesca. Il muro composto da unità della marina militare deve in principio impedire ai migranti di arrivare sulle coste meridionali; di fatto le navi italiane non fanno altro che recuperare in alto mare i barconi stracarichi di migranti; e spesso questo accade in condizioni difficili, quando già è avvenuto il naufragio e si sono perdute vite umane.

Si può dire senza esagerare che “Mare Nostrum” ha finito con il produrre l’effetto contrario a quello per il quale era stato concepito: gli arrivi sulle nostre coste sono aumentati esponenzialmente proprio perché i migranti fanno affidamento, certo rischioso ma ragionevole, sul soccorso in mare da parte delle navi della marina italiana.

V’è inoltre un particolare,un piccolo particolare che rivela la condotta ipocrita, il mentire per omissione,da parte del governo italiano: ormai da settimane i migranti sbarcati dalle navi militari non vengono più identificati tramite le impronte digitali; piuttosto vengono benevolmente lasciati scappare dai centri di raccolta quando non trasportati direttamente nel Nord Italia; e abbandonati a sé stessi nelle aree di servizio dell’autostrada del Sole.
Si aggira così furbescamente il dispositivo comunitario che impone al paese dove giungono i migranti di farsi carico dell’accoglienza e valutare le richieste d’asilo politico.

Così stando le cose, l’angoscia,questa paura senza oggetto, è destinata a gonfiarsi, espandendosi pericolosamente a livello di senso comune.
Secondo le stime dell’ONU, si concentreranno, sulle coste dell’Africa settentrionale, nell’arco del prossimo quinquennio, tra dieci e venti milioni di migranti che tenteranno in ogni modo d’approdare sulle spiagge dell’Europa mediterranea.

Un fenomeno epocale come l’onda migratoria non può essere né capito né gestito se viene rimossa l’esperienza storica,la memoria collettiva di ciò che è già accaduto.
Qui, per chiudere senza concludere, ci limitiamo a ricordare, in primo luogo, che nessuno a memoria d’uomo, neanche il faraone o l’imperatore romano, è mai riuscito a fermare le migrazioni di massa– riteniamo improbabile che ci riescano Matteo l’astuto o Angelino l’indolente.
Aggiungiamo,poi, che questa determinata ondata migratoria alla quale assistiamo ha avuto il suo innesco nell’invasione del mercato capitalistico, il mercato globale, in aree geografiche fin qui estranee; invasione che ha distrutto saperi e relazioni sociali,impoverendo materialmente e spiritualmente centinaia di milioni d’esseri umani, ridotti a consumatori e privati dell’attività produttiva.

L’altro fattore scatenante è stato l’intervento militare degli eserciti NATO in medio oriente, intervento che ha stravolto la vita quotidiana di quelle antiche città — che americani ed europei pretendevano di democratizzare per forza.

Alla luce della memoria è giusto dire che,come per nemesi storica, i migranti vengono a riprendersi ciò che gli abbiamo rubato.